L’arte di attaccare il nastro adesivo

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L’arte di attaccare il nastro adesivo

C’è chi usa il pennello, chi forgia il metallo, chi plasma l’argilla. Alla creatività non c’è limite. Ebbene, la lista di degli artisti che usano mezzi inconsueti per esprimere un incredibile talento si allunga con Mark Khaisman, che utilizza il nastro adesivo per dar vita ad opere sorprendenti.

Si tratta perlopiù di ritratti di personaggi (famosi e non), ma anche di still life, oggetti (borse), simil-arazzi, che egli crea grazie a giochi di luce ed ombra, e fa emergere con l’uso dello scotch. Normalissimo nastro adesivo, trasparente oppure marrone, da pacchi. Su un pannello che usa come tela Mark Khaisman appiccica strati di nastro adesivo, giocando con i gradi di opacità grazie all’alternanza di scotch scuro o trasparente. Prepara una sorta di disegno di fondo che dia vita ai giochi di chiaro-scuro, e poi strappa nei punti in cui necessita di una gradazione diversa. Ecco che, strappo dopo strappo, dalla tela emerge l’immagine sempre più nitida, che alla fine si presenta come composta di tante tessere. Potremmo chiamarli pixel visto che siamo nell’era digitale, e l’effetto delle immagini è proprio quella di un disegno ingrandito fino a vederne tutti i pixel, ma più classicamente possiamo definire l’effetto simile ad un mosaico, giocato con toni seppia.

C’è qualcosa di davvero speciale nel creare opere d’arte da un materiale tanto umile, banale, che tutti utilizziamo di frequente ma destiniamo alla spazzatura una volta fatto. E’ freddo e impersonale, ha colori che di default sono spenti e monotoni, eppure Mark Khaisman riesce a renderlo interessante ed elevarlo di valore. Fra l’altro, dopo un po’ di tempo che l’opera è stata compiuta tutti gli strati si solidificano, fondendosi l’uno nell’altro definitivamente, e in più i pannelli vengono ricoperti di un materiale anti-UV, cosa che permette a questi quadri di avere una durata permanente.

I suoi lavori sono esposti in diverse importanti gallerie, dalla Pentimenti Gallery di Philadelphia, alla Galerie LeRoyer in Canada, fino alla spagnola Ampersand Foundation e la coreana Gallery YEH.

By | 2017-03-28T11:08:42+00:00 febbraio 21st, 2017|Senza categoria|Commenti disabilitati su L’arte di attaccare il nastro adesivo